Il Data Management Plan (DMP) è un documento strutturato, vivo, che cresce con il progetto. Serve a dichiarare come si producono i dati, come li si conserverà e come li si condividerà (se possibile).
Pensatelo come le “Istruzioni per l’uso” dei vostri dati: non è una noia burocratica ma il vostro primo “prodotto” della ricerca, perché serve a definire regole chiare e pianificare il fondamento di ogni ricerca solida: la gestione dei dati. Serve anche a dimostrare all’intera comunità scientifica la solidità del vostro metodo, e vi salvaguarda in caso di manipolazioni o di questioni legate all’integrità della ricerca, perché le vostre scelte sono dichiarate e documentate.
Creare dati di qualità comporta sforzi enormi: il DMP permette ai vostri dati di “viaggiare” oltre il vostr progetto ed essere utili anche in futuro alla comunità scientifica.
Vantaggi:
- organizza fin dall’inizio la raccolta e la conservazione dei dati, in primo luogo per il gruppo di ricerca, facilitando i flussi ed evitando errori, incomprensioni o imprecisioni
- affronta fin dall’inizio problemi di sicurezza, privacy, dati sensibili, dual use, con un trattamento corretto di quelle tipologie di dati
- chiarisce ruoli e responsabilità
- rende la ricerca tracciabile e accresce la riproducibilità
- favorisce il riuso dei dati (non dimentichiamo: sono creati con fondi pubblici) perché offre tutta la documentazione utile ad evitare usi scorretti o impropri
- riduce il rischio della perdita dei dati e aiuta a garantire l’accesso e conservazione (evitando ad es. i problemi legati al turn over del personale)
- permette di quantificare i costi di gestione
- è la sede in cui si giustificano le scelte sull’eventuale accesso riservato (per la Direttiva EU 1024/2019 i dati prodotti con fondi pubblici DEVONO essere “as open as possible, as closed as necessary”)
Deve essere
- sintetico: evitate sproloqui, non è una dissertazione. Frasi chiare che diano informazioni precise
- schematico: utilizzate il più possibile tabelle e punti elenco
- preciso: evitate frasi (viste davvero) tipo “we expect a huge size of data” o “data will be available”. Servono solo a far perdere tempo a chi lo scrive e achi lo legge. Quantificate: we expect max 50 GB; data will be available in Zenodo upon publication of the paper
- specifico: non copiate da modelli. Ogni ricerca è a sé, ogni ente ha le sue procedure
- coerente: scrivete solo ciò di cui siete certi, se non sapete, ditelo. Aggiornete nella versione successiva.
COSA CONTIENE UN DMP
Ogni DMP ha almeno queste sezioni:
- Tipologia dei dati creati, raccolti o riusati
Domande da farsi: che tipo di dati create? se li riusate, avete la licenza per farlo? in che formato sono, proprietario o aperto? che volume hanno (potrebbero esserci costi di gestione)? ci sono problemi di sicurezza, dual use, privacy, GDPR? - Documentazione e qualità dei dati
Domande da farsi: cosa devo documentare, ovvero: cosa serve ad altri ricercatori per capire i miei dati e il processo con cui li ho creati? come ho assicurato la qualità? come ho tenuto traccia delle versioni? come ho adottato i principi FAIR? Findable: quali identificativi persistenti? quali metadati per descrivere i miei dati a ogni livello? Accessible [non vuol dire Open ma solo dove si trovano i dati e a quali condizioni di accesso]: in quale repository si trovano i dati? il repository ha un protocollo aperto? ho usato un formato aperto o proprietario, che spesso non è adatto né ad accesso né conservazione? Interoperable: ho strutturato i miei dati in modo che anche le macchine li capiscano, utilizzando un’ontologia? li ho resi interoperabili utilizzando standard condivisi dalla mia comunità di ricerca? Reusable: ho documentato tutto ciò che serve ad altri ricercatori per capire i dati e come li ho ottenuti? se ho usato un software per processarli, lo metto a disposizione? dove? ho associato licenze ai dati, in modo che sia chiaro l’utilizzo che se ne può fare e come mi si deve dare credito? - Storage e backup durante il progetto
Domande da farsi: chi si prende cura del backup? con quale metodo e frequenza? dove vengono conservati i dati? il cloud non sempre è la soluzione, per dati sensibili o coperti da sicurezza può essere necessario un server sicuro e/o sistemi di accesso con password e/o encryption - Aspetti legali ed etici
Domande da farsi: c’è un Codice etico di ateneo cui mi devo attenere? Ho valutato i diritti in entrata, ovvero: avevo il diritto di riutilizzare quei dati? come posso proteggere i dati? - Conservazione sul lungo periodo e politiche di accesso ai dati
Domande da farsi: ho scelto un repository affidabile, con politiche chiare e definite? ho scelto formati accettati dai repository? che tipo di accesso prevedono i miei dati: aperto, chiuso, ristretto dietro richiesta, con embargo? quando potrò renderli disponibili: subito, alla pubblicazione di un articolo, alla fine del progetto, dopo due anni? - Costi e responsabilità
Domande da farsi: se gneero un volume di dat inell’ordine di Tera o oltre, ho verificato i costi per la gestione e conservaizone? ho assunto nel progetto uno più data steward per la corretta gestione dei dati? ho avuto bisogno di ore/lavoro di un ingegnere del software? chi è responsabile della sicurezza? chi deve aggiornare il DMP?
Le domande da farsi: il Data decision tree dell’Università di Bologna (tool interattivo che vi guida passo passo)
Guida agli aspetti legali ed etici dei dati della ricerca
GUIDE AL DMP OVVERO: LE DOMANDE CHE DOVETE FARVI
- Science Europe Practical Guide to the International Alignment of Research Data Management (2021)
- Elixir RDM kit: Data Management Plan e sezioni diverse per ruolo, disciplina ecc. Esplorate il kit!
- Strumenti utili a cura del team Data Steward Università di Milano
- DMP tips and tricks (2021)
- CESSDA Adapt your DMP (2019)
STRUMENTI ONLINE PER SCRIVERE UN DMP
- DMP online con modello per HorizonEurope – Video tutorial su come utilizzarlo
- Data wizard con modello HorizonEurope e Science Europe – Video tutorial su come utilizzarlo
- DMPtool per funder USA
- ARGOS OpenAIRE con modello Horizon Europe
COME VALUTARE UN DMP (ma serve anche a capire come scriverlo bene)